Martedì, 27 Settembre 2005

Apertura ufficiale stamani al Palacongressi di Riva del Garda

16° Conferenza internazionale sull'orso. Dellai: "il Trentino sta vincendo la scommessa"

Riconoscimento da parte degli studiosi al progetto di reintroduzione del plantigrado

La comunità scientifica internazionale guarda con interesse al progetto di reintroduzione dell’orso in provincia di Trento. Proprio dall’esperienza trentina, unica fin’ora nel suo genere al mondo, potranno arrivare le conoscenze tecniche e culturali necessarie a replicare in altri paesi analoghi progetti di reintroduzione del plantigrado. Il riconoscimento arriva dalla 16° “Conferenza internazionale sulla ricerca e sulla gestione delle popolazioni di orso”, in corso di svolgimento al Palacongressi di Riva del Garda. Fino al 1 ottobre il congresso raccoglierà le esperienze dei maggiori esperti al mondo di orsi. Nel suo saluto introduttivo, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, ha difeso il progetto di reinserimento dell’orso bruno nelle vallate del Parco Naturale Adamello Brenta: “I nostri concittadini – ha detto Dellai, rivolto alla platea internazionale – stanno imparando un po’ alla volta a conoscere l’orso: dallo scetticismo iniziale di una parte della popolazione, siamo passati ad una buona condivisione del progetto. Stiamo vincendo la scommessa iniziale, anche se non dobbiamo e non vogliamo nascondere qualche elemento di criticità, sui quali si sta lavorando comunque con il massimo impegno. Occasioni come questa, in cui studiosi di grande competenza si confrontano, servono a noi per acquisire ulteriori elementi di conoscenza”.

La 16° edizione della “Conferenza internazionale sulla ricerca e la gestione delle popolazioni di orso” si svilupperà su 5 giorni di lavori a cui prenderanno parte circa 400 esperti, in rappresentanza di oltre 40 paesi. “Riva del Garda è la prima sede italiana della conferenza internazionale – ha sottolineato con soddisfazione il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai – All’organizzazione internazionale va il nostro ringraziamento, perché in questa scelta vediamo il riconoscimento del nostro lavoro da parte del mondo scientifico e di quanti si occupano della conservazione di questa specie animale”. La candidatura di Riva del Garda e del Trentino era stata presentata e portata avanti fin dal 1999, e nel 2003 è stata accettata dall’Iba (International Bear Association), rappresentata oggi dal suo presidente, l’americano Harry Reynolds.
“La nostra associazione – ha ricordato il presidente dell’Iba, Harry Raynolds – è nata 30 anni fa, attorno ad un piccolo gruppo di appassionati ricercatori. Con il tempo siamo cresciuti e oggi raggruppiamo 600 membri in rappresentanza di 50 nazioni”. Il presidente Reynolds – che vive in Alaska, dove l’orso è diventato anche un’industria che permette a molte persone di vivere facendo il mestiere di guida o portando avanti attività legate alla presenza del plantigrado – ha ricordato i “crescenti problemi ambientali” che rischiano di mettere in pericolo il futuro dell’orso: “Noi siamo chiamati a studiare le condizioni di vita dell’orso e a favorire la sua esistenza. Per questo motivo, il progetto che la Provincia di Trento sta portando avanti, consentirà alla comunità scientifica internazionale di ottenere elementi utili a definire un modello attendibile di condotte necessarie alla reintroduzione dell’orso. Il successo di iniziative di questo genere dipende non solo dalle condizioni legate all’habitat naturale ma anche dal grado di accettazione e dalla accettazione culturale da parte delle popolazioni residenti”.
La manifestazione è attesa dagli esperti di tutto il mondo per i suoi contenuti: la cinque giorni dei lavori offrirà l’occasione per andare oltre le tematiche scientifiche strettamente legate all’orso, e prendere in considerazione gli aspetti sociali, culturali, turistici ed anche economici, determinati dalla presenza dell’orso in ambienti antropizzati. Sarà dunque occasione per parlare anche (e soprattutto) della vita delle popolazioni di montagna e del rapporto tra uomo e plantigrado.
Pier Luigi Fiorentino, della Direzione Protezione della natura del Ministero dell’ambiente, ha confermato l’attenzione sull’esperienza trentina: “Intravedo la possibilità di allargare l’area alpina dell’orso bruno e di aprire un momento di confronto con le realtà confinanti (Svizzera, Austria e Slovenia) così da consentire una migliore gestione dell’orso, mutuando l’esperienza del lupo che ha visto Italia, Francia e Svizzera collaborare per consentire un’espansione equilibrata di questo animale”. Al Trentino, il dirigente del ministero dell’Ambiente ha riconosciuto la “capacità” di coinvolgere tutti i soggetti locali nel progetto orso: “Il collegamento tra istituzioni ed operatori è indispensabile alla riuscita di qualsiasi progetto in ambito naturalistico. Personalmente sono dell’avviso che ci sia la possibilità di esportare il modello trentino in altre zone d’Italia, ad esempio l’Abruzzo dove è presente una popolazione di orsi”. Una posizione, quest’ultima, condivisa anche da Giuseppe Di Croce, presidente dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs): “Il successo del progetto trentino sta proprio nella collaborazione tra Provincia autonoma di Trento, Parco Adamello Brenta e Infs. Il Trentino ha dato prova di maturità, accettando di condividere l’esperimento con i soggetti istituzionali, senza dimenticare la sensibilità della popolazione locale”.
Agli apprezzamenti, il presidente Dellai ha risposto, sottolineando come l’esperienza trentina rimanga una grande scommessa tecnico-scientifica, ma anche sociale e culturale: “La nostra scelta di investire risorse umane e finanziarie è stata fino ad oggi ripagata. Sarà così anche in futuro, grazie alle conoscenze che acquisiremo. A distanza di qualche anno, possiamo dire di avere ragione anche se continueremo a tenere alto il controllo così da affrontare e risolvere tempestivamente possibili elementi di criticità”.
L’importanza della 16° edizione della “Conferenza internazionale sulla ricerca e la gestione delle popolazioni di orso” va ben al di là dell’ambito provinciale e nazionale. Oltre al Ministero e al Consiglio d’Europa, hanno garantito il proprio sostegno alla 16° edizione della “Conferenza internazionale sulla ricerca e la gestione delle popolazioni di orso”, la società Riva del Garda Fiere e Congressi (che ha contribuito anche finanziariamente all’organizzazione dell’evento), seguita dal Museo tridentino di scienze naturali, Trentino S.p.a., il Comune di Riva, il Parco naturale Adamello Brenta, il Corpo forestale dello Stato, la Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE). Il ringraziamento va a quanti hanno contribuito - con il loro lavoro all’organizzazione dell’evento, e in particolare al personale del Servizio Foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento”.

Fotoservizio Bernardinatti

Comunicato 2492

ORSO