COORDINAMENTO SOVRA - PROVINCIALE

Coordinamento a livello alpino ed europeo

La conservazione del lupo sulle Alpi ed in Europa fa capo a molte organizzazioni che raggruppano ricercatori, gestori e altre figure professionali che, insieme, lavorano per condividere le conoscenze e le strategie per una gestione della specie che sia ottimale al livello locale e a più grande scala.

Il Coordinamento sovra-provinciale sul lupo coinvolge attualmente le seguenti istituzioni, di le quali la Provincia Autonoma di Trento è partner o in continuo contatto:

- Piattaforma WISO della Convenzione delle Alpi: La Piattaforma “Grandi predatori e ungulati selvatici” è stata istituita dalla X Conferenza delle Alpi nel marzo 2009. La Piattaforma si propone di proteggere e ripristinare le aree naturali e rurali, in modo da garantire l'efficienza degli ecosistemi in modo duraturo e funzionale. Sostiene inoltre le iniziative delle Parti contraenti per la protezione della fauna e della flora selvatiche, della loro diversità e dei loro habitat. L’obiettivo della piattaforma è di trovare soluzioni adatte a gestire i grandi carnivori e gli ungulati selvatici in modo armonioso, secondo un approccio integrato. La piattaforma va oltre al puro approccio ecologico e cerca di considerare in modo equilibrato l’aspetto economico e quello sociale. le principali attività della piattaforma sono: promuovere e favorire lo scambio di informazioni, di dati scientifici e di esperienze a sostegno dei processi decisionali e del coordinamento di azioni corrispondenti per i grandi predatori;

incoraggiare il dialogo tra autorità, gestori delle specie selvatiche, cacciatori e forestali, instaurando meccanismi di informazione e consultazione; sviluppare ulteriormente programmi coordinati di monitoraggio genetico dei grandi predatori nelle Alpi; sviluppare relazioni e scambi di opinioni sulle metodologie nazionali e regionali e sulle (buone) pratiche adottate nell'ambito della prevenzione sostenibile dei danni e di sistemi di compensazione dei danni al bestiame provocati dai grandi predatori; elaborare un manuale sulla possibile applicazione del fondo agricolo per lo sviluppo rurale, al fine di finanziare misure di prevenzione dei danni.
Link: http://www.alpconv.org/it/organization/groups/WGCarnivores/pages/default.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1

- Wolf Alpine Group: Il Wolf Alpine Group (gruppo alpino sul lupo) è un gruppo tecnico internazionale che riunisce i maggiori esperti nel monitoraggio e nella gestione del lupo a livello alpino. Il WAG ogni 3-4 anni, realizza un aggiornamento dello stato di presenza del lupo sulle Alpi  sulla base delle informazioni disponibili.

 - LCIE: Il Large Carnivore Initiative for Europe è uno Specialist Group (gruppo specialistico) della Commissione per la Sopravvivenza delle specie (Species Survival Commission (SSC) dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (International Unione for Conservation of Nature, IUCN). E’ composto da 40 membri (ricercatori e gestori) le cui competenze riguardano tutte le specie di grandi carnivori presenti in tutta l’Europa. L’LCIE, in collaborazione con il WAG per la popolazione alpina, aggiorna ogni 6 anni lo stato della presenza del lupo a livello europeo. La Provincia Autonoma di Trento è legata a questa istituzione grazie a membri interni facenti parte del team LCIE e collabora costantemente con loro anche riguardo a pareri e aggiornamenti al livello europeo, non solo sul lupo, ma anche sull’orso bruno (Vedi pagina web sull’orso bruno, “Coordinamento sovra-regionale).  Link: http://www.lcie.org/

Foto: lupo sui monti lessini. Immagine da fototrappola, T. Borghetti - Archivio Servizio Foreste e fauna PAT
 

Coordinamento al livello nazionale

Attualmente in Italia è ancora vigente il Piano d’Azione Nazionale per il lupo del 2002, redatto da P. Genovesi (Ispra), documento che peraltro non ha mai trovato una concreta applicazione. (http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/biblioteca/protezione_natura/qcn_lupo.pdf ).

Nel 2015, è stata realizzata dall’UZI (Unione Zoologica Italiana), su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il supporto di ISPRA, una proposta di aggiornamento del Piano d’Azione, chiamata Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia (rivisto in ultima versione nel 2017), che però ancora deve essere approvato in via ufficiale al livello ministeriale (Approvazione in Conferenza Stato-Regioni).

Non è stato infatti ancora trovato un accordo sulle modalità con cui applicare anche in Italia (così come ad esempio in Francia e Slovenia) il regime delle deroghe (abbattimenti mirati) previsto dalla normativa europea e nazionale.

Il documento partendo dal quadro normativo vigente, dall’analisi dello status attuale del lupo in Italia, dalle possibili minacce per la sua conservazione e dalla sua interazione con le attività umana, elenca 22 misure che costituiscono un sistema completo di azioni da implementare in maniera coordinata per una efficace gestione e conservazione della specie. Le azioni spaziano dalla mitigazione della mortalità antropogenica e del bracconaggio, alla prevenzione del randagismo canino, alla proposta di un coordinamento nazionale sul tema, fino alla prevenzione degli attacchi alla zootecnia e alla mitigazione del conflitto con l’uomo, per i quali il documento delinea indicazioni utili sulle buone pratiche che aiutano a ridurre notevolmente le conflittualità legate alla presenza del lupo sul territorio, prima tra cui i metodi di difesa della greggi e l’indennizzo dei danni. Qui il documento.