Mercoledì, 18 Marzo 1998

Saranno rilasciati il prossimo mese di maggio tre orsi dalla Slovenia nel Parco Adamello-Brenta

Lo scorso 16 marzo il Comitato faunistico provinciale ha rilasciato l'autorizzazione all'immissione di tre orsi provenienti dalla Slovenia nel territorio del parco naturale Adamello-Brenta.
 Il rilascio dovrebbe avvenire già il prossimo mese di maggio, essendo nel frattempo state acquisite anche le autorizzazioni del Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, del Ministero della sanità, nonchè il parere dell'istituto nazionale della fauna selvatica.
 Le autorizzazioni ed i pareri citati sono stati rilasciati sulla base di uno studio di fattibilità sul progetto che ha visto impegnati, nel corso degli ultimi anni e con diversi ruoli, la Provincia autonoma di Trento, il Parco naturale Adamello-Brenta, la Società di biologia della selvaggina di Monaco e, da ultimo, l'Istituto nazionale della fauna selvatica che ha predisposto uno studio di fattibilità complessivo al riguardo.
 Il corposo studio conclude definendo l'immissione dei tre orsi nel Parco naturale Adamello-Brenta utile e opportuna.
 Il progetto - pienamente in linea con le strategie di conservazione dell'orso a livello alpino ed europeo - prevede il rilascio di tre orsi nel 1998 (due femmine e un maschio), una sospensione nel 1999 allo scopo di monitorare il comportamento dei primi individui rilasciati, ed il rilascio di ulteriori tre orsi rispettivamente nel 2000 e nel 2001.
 Lo studio di fattibilità ritiene che i principali fattori che hanno determinato quasi la scomparsa della specie sull'arco alpino non sussistano più. Il costante calo della popolazione di orso degli ultimi decenni, si dice, è probabilmente conseguenza più della persecuzione diretta (uccisioni) praticata in passato, che non di fattori ambientali.
 Le caratteristiche ambientali, geografiche ed antropiche dell'area studiata (Trentino occidentale più i settori adiacenti di Alto Adige, Lombardia e Veneto, per complessivi 6495 chilometri quadrati) sono idonee alla presenza dell'orso e dovrebbero consentire il raggiungimento dell'obiettivo di costituire una popolazione di orsi in grado di riprodursi e di perpetuarsi, purchè non vi siano eccessive cause di mortalità diretta (investimenti, bracconaggio, ecc...).
 L'area studiata potrà ospitare una popolazione di circa 40-60 orsi. Tale popolazione potrà inoltre avere un futuro a condizione che si instauri un contatto con altre popolazioni (quelle presenti in Austria e nelle Alpi orientali, se confermeranno la loro tendenza all'espansione). Questo obiettivo potrà essere raggiunto prevedibilmente in alcuni decenni e non in tempi brevi.
 Un'indagine Doxa condotta tra le popolazioni locali delle aree interessate dal progetto registra che il 73% è favorevole al progetto di reintroduzione, contro il 18% di contrari. La percentuale del 73% sale all'80% qualora, come effettivamente è stato disposto, venga garantita la possibilità di intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali orsi problematici.
 La forte pressione turistica ed in generale il disturbo antropico - prosegue lo studio - potrebbero in teoria rappresentare un fattore limitante per il raggiungimento dell'obiettivo e non può essere esclusa la possibilità che, in certe condizioni, ne determino l'insuccesso. E' peraltro da escludere l'istituzione di vincoli in tal senso.
 Si avverte anche che è necessario avviare una corretta e costante opera di informazione con tutte le componenti sociali interessate.
 Esiste la possibilità, seppur minima, che si verifichino attacchi dell'orso all'uomo. In considerazione di ciò sono state adottate misure che consentiranno rapidi interventi ed eventuali rimozioni di individui considerati pericolosi. Tutti gli esemplari rilasciati saranno inoltre muniti di radiocollare, il che consentirà il costante controllo e l'individuazione dei soggetti liberati, oltre che fornire tutti i dati scientifici indispensabili al proseguimento del progetto.
 Il costo totale dell'intervento, considerato nella sua fase sperimentale di tre anni, è di circa un miliardo, di cui il 60% sarà a carico della Comunità Europea, a dimostrazione della valenza transnazionale del progetto.
 Una recente modifica legislativa consentirà alla Provincia autonoma di Trento di indennizzare tempestivamente, tramite il Servizio faunistico, eventuali danni cagionati dall'orso su tutto il territorio provinciale, e non più limitatamente al territorio del parco naturale Adamello-Brenta.

Comunicato 252

ORSO