Venerdì, 05 Gennaio 2001

A letargo ormai avviato

Life Ursus: verso la prosecuzione del progetto

Provincia e Parco Adamello Brenta stanno studiando d’intesa con autorità slovene e Istituto nazionale per la fauna selvatica una nuova spedizione per la prossima primavera

Life Ursus – il programma di reinserimento dell’orso bruno nelle Alpi promosso da Parco Adamello Brenta, Provincia autonoma di Trento e Istituto nazionale per la fauna selvatica - lascia alle spalle un 2000 estremamente positivo e già si pensa alla prosecuzione dell’ iniziativa.
A fine mese è prevista infatti una nuova riunione dei responsabili del progetto che concorderanno con i partner sloveni (Ministero delle Foreste) l’organizzazione di massima della prossima “campagna di cattura” . Si parla già di una data ipotetica – il mese di aprile del 2001 – per la partenza di una nuova spedizione scientifica che avrà l’obiettivo di catturare, in collaborazione con i tecnici sloveni, altri due orsi che verranno poi liberati sulle montagne del Trentino.
Ma come stanno i cinque orsi sloveni finora rilasciati nel territorio del Parco naturale? Le condizioni meteorologiche particolarmente rigide dello scorso autunno hanno di fatto indotto i plantigradi ad iniziare il loro “ letargo” già nella prima decade del mese di novembre.
Attualmente, tutti e quattro gli individui monitorati si trovano al riparo nelle tane scelte per lo svernamento, nelle quali potranno rimanere fino all’inizio della prossima primavera.
Si chiude quindi il secondo anno di lavori della fase operativa del progetto Life ursus, che ha visto impegnati “in prima linea” il Parco Adamello Brenta ed i Servizi Forestali della Provincia Autonoma di Trento, con la supervisione scientifica dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e la collaborazione dell’Associazione Cacciatori della Provincia di Trento e del WWF.
“L’andamento del progetto – dicono i responsabili - è da considerarsi fortemente positivo, come confermano gli apprezzamenti ricevuti da parte dell’Unione Europea, cofinanziatrice dell’operazione nell’ ;ambito del capitolo Life Natura”.
Secondo gli esperti, “I notevoli spostamenti effettuati da alcuni degli orsi immessi vanno considerati normali nell’ambito dell’ecologia della specie. A conferma di questo deve essere ricordato che le esperienze francesi, austriache e slovene di orsi monitorati con tecniche radiotelemetriche, hanno portato a risultati simili a quelli rilevati in Trentino in termini di estensione delle aree vitali occupate dagli animali” ;.
“Anche i danni alle attività antropiche provocati dagli orsi immessi – affermano Parco e Provincia - sono stati lievi, nell’ordine dei 13 milioni di lire pagati in risarcimenti a tutt’oggi. Tale cifra sembra essere particolarmente bassa, soprattutto se paragonata alle centinaia di milioni pagati ogni anno da parte di molte delle province del Centro Italia per i danni provocati dal solo cinghiale”.
In questo contesto si deve inoltre considerare l’indotto che ha accompagnato la liberazione degli orsi, con i numerosissimi passaggi sulle televisioni e sulla stampa nazionale e internazionale, dai quali il Trentino ha sicuramente tratto un ottimo ritorno di immagine.
Per tutti questi motivi, appurata la correttezza tecnica e il contesto generale che accompagna il progetto, il Parco e la Provincia Autonoma di Trento hanno dato precise indicazioni in merito all’opportunità di proseguire con le liberazioni degli orsi, fino al raggiungimento del contingente complessivo di 9 individui, definito come primo obiettivo da parte dello Studio di fattibilità realizzato dall’Istituto nazionale per la Fauna Selvatica nel 1998 e che verrà raggiunto probabilmente nel 2002.
“Non va peraltro dimenticato – aggiungono i responsabili di Life Ursus - che il medesimo studio aveva individuato come obiettivo finale del progetto la creazione di una popolazione vitale di orsi distribuita sulle 5 province alpine di Trento, Brescia, Sondrio, Verona e Bolzano”, popolazione della quale i 9 soggetti liberati saranno i fondatori.
Per favorire l’attuazione del progetto, il Parco ha richiesto una nuova fase di contributi economici all’Unione Europea, che dovrebbe nei prossimi mesi approvare un nuovo Progetto Life di appoggio all’iniziativa.

Comunicato 15

ORSO